Verisure multata dall’Antitrust: scopri perché 4,2 milioni per pubblicità ingannevole

0
22

La società Verisure è stata sanzionata dall’Antitrust con una multa di 4 milioni e 250mila euro a seguito di quattro condotte ritenute incompatibili con il Codice del consumo. In particolare, Verisure è stata accusata di aver compiuto pubblicità ingannevole tramite spot televisivi, cartelloni pubblicitari e sul sito web, senza informare adeguatamente i clienti che gli strumenti di allarme non diventavano di loro proprietà ma venivano ceduti in comodato d’uso gratuito.

L’Antitrust ha contestato anche una condotta aggressiva da parte di Verisure al fine di scoraggiare o rendere più difficile la chiusura del rapporto con i clienti. Questo comportamento includeva il mancato o ritardato accoglimento delle richieste di recesso, l’invio di fatture oltre la cessazione del servizio e la disinstallazione ritardata o omessa degli impianti di allarme. Inoltre, Verisure avrebbe attivato i suoi servizi prima che i clienti potessero esercitare il diritto al ripensamento, senza richiesta espressa da parte dei consumatori.

Un’altra questione sollevata riguarda la mancanza di informazioni chiare sul foro competente in caso di controversie nelle condizioni contrattuali applicate da Verisure. Tuttavia, l’azienda ha annunciato di fare ricorso contro le accuse, sostenendo che i casi contestati fossero eventi sporadici ed eccezionali e non rappresentassero la prassi aziendale. Verisure ha dichiarato di aver sempre agito nel rispetto delle normative sulla tutela dei consumatori e che i reclami ricevuti rappresentassero solo lo 0,01% del suo portfolio clienti.

Il Codacons ha chiesto oltre alla multa, risarcimenti per i clienti che hanno subito danni economici a causa delle pratiche contestate. Negli ultimi anni, diverse aziende sono state nel mirino dell’Antitrust per pubblicità ingannevole, tra cui Poltrone e Sofà, Amazon, Balocco e Samsung.