Spreco di Vaccini Covid: l’Inchiesta di Report svela il caso degli 150 milioni di dosi di troppo in Italia

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La campagna di vaccinazione contro il Covid-19 per la quinta dose sta incontrando delle difficoltà. Le dosi somministrate sono molto meno rispetto a quelle ordinate, principalmente a causa della bassa affluenza ai centri vaccinali da parte delle persone interessate, soprattutto anziani e persone deboli.

Durante la fase emergenziale degli anni passati, l’Unione Europea ha ordinato un eccesso di vaccini che non sono stati utilizzati. La Commissione Europea ha stipulato un nuovo accordo con Pfizer, consentendo agli Stati di risparmiare una parte del denaro promesso all’azienda.

In Italia, la campagna di vaccinazione per la terza dose è stata considerata un fallimento, secondo quanto riportato da un servizio di Rai 3 ‘Report’. Finora, solamente 2,1 milioni di persone hanno ricevuto il richiamo, nonostante l’attesa fosse per 18 milioni di anziani e persone fragili. Ciò ha portato ad un eccesso di 21 milioni di dosi di vaccino, di cui 16 non sono aggiornate alle nuove varianti.

Il costo per smaltire e conservare i vaccini è stato significativo, con una spesa di 370.000 euro al mese solo per l’affitto delle strutture necessarie a stoccare le fiale, e un costo di circa 1 euro al chilo per distruggere le dosi in piena sicurezza.

L’intera Unione Europea si trova in una situazione analoga, con un eccesso di vaccini ordinati a Pfizer durante la fase emergenziale. Si stima che abbiano gettato circa 215 milioni di dosi, 0,7 per ogni cittadino europeo. Tuttavia, alcuni Stati, come la Francia, si sono rifiutati di fornire dati precisi.

Il nuovo accordo tra Pfizer e l’Unione Europea prevede un prezzo concordato di 10 euro per dose, anziché i 19,50 iniziali, per un totale di 1,8 miliardi di dosi. Il Parlamento europeo e la Corte dei Conti europea hanno contestato la regolarità della contrattazione di questo accordo, svolto direttamente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i cui dettagli non sono stati ancora resi pubblici. Secondo Pfizer, tali dettagli contengono informazioni commercialmente rilevanti che potrebbero danneggiare le sue contrattazioni con altri Paesi.