Scontro governo-sindacati sulla Quota 103: Chi avrà l’ultima parola?

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Il governo è al lavoro per trovare una soluzione che possa sostituire “Quota 103”, che scade alla fine dell’anno, evitando così il ritorno della riforma Fornero. Oggi è stato programmato il primo incontro con i sindacati, ma le organizzazioni sindacali sono molto critiche sull’operato dell’esecutivo negli ultimi mesi, ritenendo che lo stallo sia durato troppo a lungo e che ora ci sia poco tempo per definire una riforma che superi la legge Fornero e consenta una maggiore flessibilità in uscita. Le richieste sindacali sono di poter andare in pensione a partire dai 62 anni o con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.

I sindacati hanno dichiarato che il governo deve decidere se intende fare sul serio una riforma strutturale della legge Fornero sulle pensioni e che si sono persi mesi preziosi. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha accusato il governo di non riconoscere al sindacato il ruolo di un soggetto con cui negoziare e trovare una mediazione. Non esclude la possibilità di uno sciopero generale per protestare contro la situazione attuale.

La situazione di “Quota 103” è che, con la legge Fornero, si tornerebbe ad andare in pensione con 67 anni e almeno 20 anni di contributi, oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età. Era stata presa in considerazione anche la “Quota 41” come punto di mediazione (uscita a partire dai 62 anni o con 41 anni di contributi senza vincoli di età), ma è sparita dal Documento di economia e finanza (Def) perché considerata troppo onerosa.

Altre questioni sul tavolo riguardano il destino di Opzione Donna, che permette a alcune categorie di lavoratrici di andare in pensione con 60 anni di età e almeno 35 anni di contributi, e gli aumenti delle pensioni minime previsti dalla legge di bilancio, che arriveranno a luglio. Secondo un’indagine del Centro studi di Unimpresa, la spesa per le pensioni nei prossimi quattro anni è destinata a crescere di quasi 65 miliardi di euro, con un aumento del 22% rispetto al 2022.

Queste sono le informazioni presenti nel testo. Il mio compito era riscriverlo e approfondirlo senza copiare il testo ma attenendomi alle informazioni fornite.