Arrigo Sacchi: “L’Inter gioca un calcio antico”

Arrigo Sacchi: "L'Inter è la dimostrazione di un calcio antico, rivisitato da una persona con idee chiare. In certe nazioni questo tipo di calcio non sarebbe apprezzato. Ma va bene in un Paese come l'Italia, dove la vittoria è tutto".

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Ieri sera allo stadio Meazza l’Inter ha battuto 4 a 0 il Frosinone, conquistando la vetta in solitaria della Serie A con 30 punti, staccando di due lunghezze il Napoli e la Fiorentina. Proprio nel posticipo della 14° giornata che si giocherà lunedì, ci sarà lo scontro diretto tra la squadra di Mancini e la formazione partenopea allenata da Sarri.

L’inter vince, appare come una squadra solida, ma il suo gioco non sembra riuscire a convincere Arrigo Sacchi, che intervenuto ad un convegno a espresso la sua opinione.

I nerazzurri sono una squadra costruita sulla grande fisicità e la compattezza nella fase difensiva, mentre nella manovra offensiva tendono a fare molto affidamento sulle giocate dei singoli per sbloccare la partita.

Uno stile di gioco che secondo l’ex c.t. e allenatore Sacchi è “antico” e che obiettivamente in Italia va bene per vincere: “In tanti Paesi il calcio è uno spettacolo sportivo. Qua, invece, non è uno spettacolo perché non c’è estetica, né uno sport perché non si rispettano le regole, come dimostrano i tanti scandali”. Prosegue poi parlando anche dell’Inter del famoso triplete allenata da José Mourinho: “Non ho mai detto che è stata una vergogna come squadra. Ho rispetto per quel gruppo e quei giocatori. Io intendevo solo dire che quella vittoria ha dato poco o niente al nostro calcio, perché l’11 dell’Inter a Madrid era senza italiani. Perciò per il nostro movimento quel successo fu una vergogna. Io sono stato al Real Madrid, con i migliori giocatori al mondo, ma la stampa spagnola ci attaccava se non avevamo una base autoctona in squadra. Volevano giocassero i giovani della ‘cantera’ Lì ci tengono, qui in Italia no. Solo la Juve ragiona in un certo modo, le altre ingaggiano stranieri soprattutto per business. Ben vengano se sono bravi, ma non mi sembra sia proprio così in questo momento”.

Il mister prosegue anche parlando dell’attuale situazione della Serie A: “Ora siamo in un momento buono perché abbiamo un gruppo di allenatori stilisti, ottimisti, più creativi, che insegnano di più e vanno a giocarsela apertamente ovunque“.