La Corte d’Australia multa una società di baleniere giapponesi

L'Australia multa una compagnia di baleniere giapponesi per aver cacciato illegalmente nel "Santuario dei grandi cetacei".

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La Corte d'Australia multa una società di baleniere giapponesi

La Corte Federale d’Australia ha multato una società proprietaria di baleniere giapponesi che operano nei mari antartici. La compagnia dovrà pagare un milione di dollari australiani.

Il motivo della condanna riguarda la violazione di un ordine della corte stessa, il quale impedisce la caccia alle balene nel cosiddetto Santuario dei grandi cetacei, una zona al largo dell’Antartide. Nonostante la caccia a questi animali sia proibita dal 1986, il Giappone continua ad ucciderli affermando che si tratti di ricerca scientifica.

La Corte d'Australia multa una società di baleniere giapponesi
Santuario dei grandi cetacei

Questa volta, però, la violazione del Santuario è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Jayne Jagot, giudice della Corte Federale, ha deliberato che la società di baleniere Kyodo Senpaku Kaisha ha ripetutamente contravvenuto ad un ordine risalente al 2008, che le intimava di sospendere la caccia all’interno della zona economica esclusiva dell’Australia. Questa area si estende per 200 miglia nautiche dal territorio antartico australiano.

Il Giappone non riconosce la sovranità australiana sulle acque al largo dell’Antartide, quindi ha continuato con la caccia fino al momento in cui la Corte Internazionale di Giustizia ha decretato che non si trattava di caccia a scopi meramente scientifici, bensì commerciali.

La compagnia ha ucciso diverse balene tra il dicembre 2008 e il marzo 2014 e la giudice ha giudicato questo comportamento come una violazione “deliberata, sistematica e sostenuta” della “legge sulla Protezione ambientale e la conservazione della biodiversità australiana”.

Nonostante questo, il Giappone ha dichiarato che proseguirà con la caccia scientifica fino al 2017, ma che ridurrà la quota a 333 balene l’anno. L’organizzazione Humane Society International sta cercando di fare pressioni sul governo australiano in modo che faccia cessare definitivamente questi massacri.