Creme solari killer per la barriera corallina

Il killer delle barriere coralline è l'oxybenzone, una sostanza chimica che deteriora il DNA portando alla morte l'ecosistema marino

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Le barriere coralline rischiano di morire ogni giorno

Una sostanza all’interno della crema solare è stata incriminata in quanto letale per la barriera corallina. A rivelarlo uno studio americano, pubblicato sulla rivista Archives of Enviromental Contamination & Toxicology.

Si tratta dell’oxybenzone oppure BP-3, ovvero una sostanza chimica presente in circa 3.500 prodotti solari e che rappresenta una minaccia ecologica significativa. Per i ricercatori viene considerata come un killer, in quanto deteriora il DNA dell’ecosistema marino, portandolo alla morte. Lo studio, guidato da un gruppo di scienziati internazionali, è stato condotto dall’organizzazione Haereticus Environmental Laboratory in Virginia. Oltre a dimostrare che la più alta concentrazione di oxybenzone  si trova nelle zone marine più affollate come le Hawaii e i Caraibi, ha sostenuto che l’esposizione di questa sostanza chimica comporta gravi deformazioni morfologiche. Secondo lo studio, tende a danneggiare il loro DNA e, ogni anno le creme solari che intaccano la barriera corallina sono tra le 6 mila e le 14 mila tonnellate. Ne consegue quindi che il corallo si richiude nel suo scheletro e muore.

Questo effetto analizzato dal gruppo di scienziati, ha portato alla scoperta dell’esistenza di vari tipi di creme solari al mondo. Da oggi, infatti, basterà leggere tra gli ingredienti contenuti nel prodotto. Per esempio, esistono creme contenenti ossido di zinco e ossido di titanio, in quel caso le barriere coralline sarebbero salve. Spesso in estate è necessario proteggere la pelle dal sole e sono davvero tante le persone ad usufruirne, certamente ignorando tale massacro. Il consiglio che oggi danno i ricercatori è di non usare le creme solari se non strettamente necessario.