Giulia: l’Alfa Romeo si ispira al passato per proiettarsi nel futuro

Giulia, presentata il 24 giugno del 2015, nell'anniversario della fondazione dell'Alfa, la nuova berlina sportiva di Alfa Romeo.

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Giulia parte, anzi riparte il 24 giugno del 2015, esattamente nell’anniversario della fondazione dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, l’Alfa, poi divenuta Alfa Romeo dopo l’acquisto nel 1918 da parte dell’ingegner Romeo.

Il 24 giugno del 1910 nasceva l’Alfa, un progetto ambizioso per l’epoca e che infatti ha avuto diverse difficoltà, anche a causa della Grande Guerra, fino all’acquisto nel 1918 da parte dell’Ingegner Romeo che riesce a portare l’azienda a diventare un mito nella storia dell’automobilismo, sportivo e non.

Solo dopo la seconda guerra mondiale il marchio riuscì a realizzare una produzione di massa di modelli sempre sofisticati e con la velocità nel sangue. La Giulia, che va a sostituire un’altra mitica, la Giulietta, arriva nel 1962 e fu prodotta in diversi modelli tra i quali anche quelli adottati dalla Polizia di Stato. Fu prodotta fino al 1977 e con diversi modelli Berlina, Coupé, Spider, Cabriolet, Familiare e alcuni modelli derivati.

È proprio a questa tradizione e a questa glorioso storia che l’attuale Alfa Romeo si è voluta rifare con la presentazione delle nuova Giulia. Una berlina dallo sguardo aggressivo, con i fari che tagliano il profilo anteriore, e la calandra di forma ellittica (cattura meglio l’aria) e con il tipico stemma con il biscione al centro.

La presentazione è avvenuta esattamente 105 anni dopo la nascita dell’Alfa con in sottofondo la Turandot cantata da Andrea Bocelli. L’opera di Puccini parla di rinascita, quello dell’amore della protagonista, una principessa, che si innamora del principe Calaf. Allo stesso modo l’Alfa Romeo vuole rinascere dalla Giulia Quadrifoglio, il quadrifoglio altro elemento tipico del marchio che ritorna a distinguere i diversi modelli.

I modelli saranno 8 e si susseguiranno nel corso degli anni fino al 2018, tutti distinti dall’utilizzo della tecnologia e dei materiali più avanzati. Proprio i materiali hanno consentito una distribuzione dei pesi divisi equamente tra anteriore e posteriore consentendo al guidatore di mantenere il massimo dell’equilibrio tra potenza e controllo.

L’albero di trasmissione, il cofano, il tetto e la struttura dei sedili anteriori è realizzata in fibra di carbonio, un materiale composito tre volte più robusto e sette volte più leggero dell’acciaio. L’alluminio invece è utilizzato per le altre parti come il motore, scocca e sospensioni.

Il motore è un 6 cilindri bi-turbo da 510 cavalli, tenetevi forte, che utilizza un sistema elettronico di disattivazione dei cilindri per una migliore efficienza termodinamica. Contenere i consumi su una belva del genere è pur sempre una buona cosa da fare. Grazie al rapporto peso/potenza migliore della categoria – meno di 3kg/CV- le prestazioni di Giulia Quadrifoglio sono a dir poco impressionanti e più che da berlina sportiva: si va da 0 a 100 km/h in soli 3.9 secondi,  vi avevo avvisato di tenervi forte.

Il design della parte anteriore della Giulia è molto aggressivo e tipico del marchio Alfa Romeo, mentre la parte laterale e quella posteriore ricordano quello di altri marchi automobilistici noti e che non è nemmeno necessario indicare. Resta comunque il carattere distintivo di Alfa con le modanature, prese d’aria e i cerchioni a quadrifoglio (spettacolari).

Il prezzo è ancora un mistero, Giulia arriverà sulle strade solo a marzo del 2016 e fino ad allora ne sapremo certamente di più, ma chi vorrà acquistarla al day one non credo avrà problemi a pagare qualche migliaio d’euro in più o in meno.

  • Gianni

    Che belva