Partite combinate in Lega Pro e Serie D, 50 fermi

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L’ombra di una cosca della ‘ndrangheta dietro gli incontri truccati. Oltre 70 indagati, coinvolte più di 30 squadre

L'Assemblea generale delle società di Lega Pro, Firenze, 16 febbraio 2015. ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI
L’Assemblea generale delle società di Lega Pro, Firenze, 16 febbraio 2015. ANSA/ MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

ROMA- Sgominata una fitta rete di di collegamneti che combinavano le partite nel campionato di Lega Pro serie D. Dietro le presunte combine la mano della ‘ndrangheta, che scuote un campionato già difficile e dimezzato. Sono ancora in corso i fermi eseguiti dalla squadra mobile di Catanzaro e dello Sco (il Servizio centrale operativo della polizia), che stanno operando in dieci regioni: Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria. Nell’inchiesta sono finiti calciatori, dirigenti, presidenti di club, l’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Sono 50 le persone coinvolte, oltre 70 indagati e 30 le squadre interessate nelle quali si stanno svolgendo le perquisizioni.L’inchiesta è partita grazie alle intercettazioni telefonoche di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di spicco nell’omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato
giovedi scorso in un’operazione della polizia contro la ‘ndrina.Dalle intercettazioni sono state captate le combine su varie partite deui campionati di Lega Pro e Cnd per alterare i risultati e ottenere vincite cospicue con le scommesse.Sarebbero decine gli incontri combinati nei due campionati e i club coinvolti fanno parte di tutti e tre i gironi della ex serie C: nord, centro e sud. Alcuni club risulterebbero impegnati addirittura in importanti playoff per la promozione in serie b e nei playout per rimanere nella categoria nel prossimo anno. Coinvolte anche squadre che vanterebbero un certo prestigio calcistico. nel giro delle partite truccate sarebbero finite tra le altre:Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lametia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas; San Severo. Il lavoro dei magistrati della Procura Antimafia di Catanzaro ha portato alla luce, nel
corso di questi mesi, una fitta rete di giocatori, allenatori e dirigenti di società che insieme a personaggi appartanenti a due distnte organizzazioni criminali, combinavano le partite e con gli incassi delle scommesse rinvestivano il denaro, in circuiti illegali delle scommesse tra Italia e Paesi esteri.I Iannazzo sono considerati dai magistarti della direzione antimafia, una cosca “d’elite della mafia imprenditrice dedita agli affari, ma anche capace di scatenare una guerra con altri clan per mantenere il predominio territoriale.