Curiosità: a cosa servono i bottoncini in metallo sulle tasche dei jeans?

Una breve storia sul modo in cui sono nati i bottoncini applicati sui jeans. La loro utilità, il perchè sono lì da sempre.

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La storia dei bottoncini di metallo sui jeans

Non potrebbero esserci jeans senza di loro, senza i bottoncini di metallo applicati sulle tasche. Che, a quanto pare, hanno anche un nome. Si chiamano rivetti o ribattini e, senza di essi, i nostri pantaloni sarebbero pezzi di jeans pieni di buchi.

Per intendersi, si tratta di quei bottoncini color bronzo applicati sulle tasche. La loro storia è presto detta: era il 1870, quando gli operai erano soliti indossare il denim indistruttibile. Erano pantaloni che, sotto qualsiasi sforzo, resistevano. Un giorno, però, la moglie di uno di questi lavoratori si rivolse ad un sarto, tale Jacob Davis, per risolvere il problema di scuciture e smagliature.

L’idea fu quella di fissare dei chiodi. A forma di bottone, questi avrebbero limitato il rischio di rotture irreparabili. Così, Davis si rivolse all’imprenditore tedesco Levi Strauss, quello che conosciamo proprio per la marca dei più noti jeans. I nuovi pantaloni, completamente ridisegnati, nacquero da questo ingegno. E, solo negli anni ’60 del ‘900, il denim prese il nome di jeans.

Il merito dei bottoncini metallici? Quello di allungare la vita ai jeans. Quelli che, spesso, sono considerati una “seconda pelle” per giovani e adulti.