Impact Farm, serra ecosostenibile amica della città

Impact Farm è la soluzione perfetta per la coltivazione di frutta e verdura in città. Il primo prototipo è stato realizzato a Copenhagen, si costruisce in dieci giorni ma è smontabile ed è alimentato da fonti di energia rinnovabili

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Human Habitat Impact FarmImpact Farm è l’ultima originale idea in arrivo direttamente dalla Danimarca: si tratta di una serra ecosostenibile progettata per la produzione di frutta e verdura in città! L’idea è di Mikkel Kjaer e Ronnie Markussen, due designer danesi. Il primo prototipo di questa eco-serra a due piani è stato installato nella città di Copenhagen ed è a impatto zero sull’ambiente in quanto autosufficiente dal punto di vista energetico.Gli spazi verdi dediti alla coltivazione son sempre di meno, specialmente nei grandi centri urbani dove la cementificazione ha reso il terreno inutilizzabile e poco sicuro per la produzione di ortaggi, frutta, verdura e quant’altro.
E’ di pochi giorni fa la notizia che in Giappone verrà aperta una serra completamente gestita da robot, oggi si parla di Impact Farm, una soluzione sicuramente molto più “low cost” rispetto a quella Giapponese, che non mette a rischio posti di lavoro e soprattutto può essere utilizzata in maniera massiva e in molti spazi di qualsiasi città.

Impact Farm, la serra idroponica ecosostenibile amica del cemento

Il progetto Human Habitat prevede la costruzione di una specie di “orto cittadino mobile” e i vantaggi sono tanti e non indifferenti. La nuova serra Impact Farm è una costruzione estremamente versatile e adattabile a qualsiasi tipo di ambiente, in particolare a quello cittadino. Il primo aspetto significativo è che la serra è idroponica; questo significa che può essere installata sul cemento, magari in aree urbane dismesse o inutilizzate) e in un tempo non superiore a 10 giorni. Di conseguenza, non ci sono particolari problemi nel caso di spostamento della struttura, in quanto Impact Farm è facile da smontare e anche da spostare da un punto a un altro della città.

Il secondo aspetto, che è di vitale importanza, riguarda lo sfruttamento dell’energia rinnovabile e il tipo di costruzione. La serra, infatti, è realizzata con materiale di recupero solitamente destinato al rientro nel ciclo di produzione. Il prototipo è stato realizzato dal riutilizzo di container per i trasporti e le spedizioni. Inoltre l’unità è energeticamente autosufficiente: sono sfruttate fonti rinnovabili come l’energia solare per il funzionamento della struttura, mentre l’irrigazione è possibile grazie alla raccolta dell’acqua piovana.
Questo comporta anche il vantaggio di evitare l’uso di pesticidi e la produzione di rifiuti difficili da smaltire.

Human Habitat Impact Farm 2La serra Impact Farm assicura un alto rendimento del raccolto e un’elevata qualità del prodotto finale e questo potrebbe incentivare, in futuro, la nascita di un locale micro-business per tutte le comunità urbane, con cibo sempre fresco e soprattutto coltivato in loco (non di importazione o proveniente da altre regioni o paesi); il cibo prodotto potrebbe essere venduto sia a privati che ai ristoratori locali del quartiere e questo riporterebbe in auge la possibilità di assaporare di nuovo le specialità culinarie tipiche di ogni città. Tradizione che purtroppo, con la grande distribuzione alimentare odierna, si è andata un po’ perdendo.

Infine, una sola serra è in grado di produrre fino a tre tonnellate di frutta e verdura all’anno. I primi kit “fai da te” saranno in vendita a partire dal prossimo autunno anche se al momento non è noto il prezzo di vendita.